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ci scrivo tutto, anche quello che non faccio, o non penso una volta era una moleskine, poi uno FIAT con la spirale, poi uno grosso, ora è di pelle rossa, sta nella tasca sinistra dietro dei jeans, ha un piccolo spazio dove agganciare una parker classica d’acciaio, e una striscia di pelle per tenere il…
Categoria Zales -
ho dimenticato una cosa in ufficio, cazzo, domani mi serve. vah, beh, vah, è una bella notte fredda, vado a piedi, una bella passeggiata dopo una cena di merda ci sta… mi tengono compagnia per un pezzo di strada un’amico del mio gatto e le campane delle undici, le luminarie di natale ed il campanellino…
Categoria I hate to lie awake at night -
sono andato in una scuola maschile, interamente. e non per scelta accademica, ma perchè al professionale meccanico (tornitore/fresatore, esame in terza e poi maturità) ci vanno solo gli ometti. ma alle superiori ho avuto tempo di lavorare in radio, imparare a gestire un palco da grandi live come quello dell’hiroshima M.A., di imparare a combattere,…
Categoria Zales -
questa mattina, verso le sei e mezza, aprendo il mulino, sono andato a vedere il cespuglio di ieri, a rendere il giusto a quel piccolo cespuglio, a al suo amico nocciolo. è la terza gelata del mese, la più dura finora, e quella piccola massa di foglie e rametti non erano ancora pronti allo strano…
Categoria Zales -
Urlare in treno, tornando da dove non volevo andare, ma non potevo sottrarmi, semplicemente non potevo non fare 400km per vedere un cadavere di un amico per l’ultima volta, e vedere calpestate le sue volontà da chi non poteva nè voleva fare in modo diverso, guidati dalla cristiana indissolubile ignoranza. Almeno c’erano le rose, le…
Categoria Zales -
Il vento. I suoi capelli scossi dal vento. Veniva dal nord, dalle montagne più alte, da dove i nodi significavano la sicurezza di restare attaccato alla roccia, e dove la neve regna per dieci mesi all’anno. E pensare che lo prendevano in giro, lo canzonavano. Gli dicevano: «Hai imparato a portare quel guscio di noce…
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Il suono della tromba irrompeva a singhiozzo per il vicolo, la porta lasciava filtrare luci intermittente. Ad ogni cambio di luce corrispondeva un cambio d’aria fumosa, che si andava a mischiare con la nebbia leggera della città e con gli scarichi oleosi delle macchine sulla strada. Due bidoni verdi arrugginiti con il coperchi a pedale…
Categoria Zales -
Come quella foto che ti ho fatto a Grimaud, vero? Tutti andavano al porto, ma noi abbiamo deciso di salire, di seguire l’istinto. Esiste un punto in cui non puoi fermare la macchina e tornare indietro, la strada è troppo stretta. L’incazzatura sale, poi scollini, e ti si apre davanti quel paesaggio che solo la…
Categoria Zales -
Parole come gocce di pioggia che bagnano le punte delle dita. Come piccoli spilli, pezzettini di solitudine si arrendono alle mani dure e sapienti di chi li sa usare. Imbastiscono una trama di fantasia ed aspettative. Non so dove la proiezione della mia volontà diventa pericolosa, ma so che la piccola ferita lasciata dalla tua…
Categoria Caccia -
Mi manca l’eccitazione del momento in cui diventa necessario mostrare la propria lama. Mi mancano i momenti in cui studi i movimenti, la lunghezza dei passi, delle braccia, del respiro. Mi manca la precisione del primo affondo. Mi manca la sensazione di trafiggere con una lama. Mi manca il suono del filo che si consuma…
Categoria Zales
